SIETE TORNATI ALLA “NORMALITÀ”? – Be Yoga Studio

SIETE TORNATI ALLA “NORMALITÀ”?

È passata la prima settimana dalla riapertura di Be Yoga e più in generale per la maggioranza di noi, sono passati i primi giorni di “ritorno alla normalità”. Così almeno la sento chiamare praticamente da mesi..la normalità.

Vi siete accorti anche voi che non è successo? Che non succederà? Che non torneremo a niente di ciò che era prima? E oserei dire: menomale!
Uno dei motivi per cui non torneremo al “prima” è che noi non siamo più gli stessi di prima. Quindi anche facendo le stesse cose di mesi fa non le viviamo più in quello stesso modo e, rendendocene conto più o meno inconsciamente, dentro di noi succede il caos!
Anche i più preparati, quelli che, il ponte di cui parlavo nel mio ultimo editoriale, lo hanno attraversato abbastanza agilmente ora mi paiono impotenti, forse un po’ persi. O ancora meglio non sanno cosa aspettarsi!

Io mi ritrovo abbastanza in questo gruppo. Per fortuna ho tante cose da fare e un lavoro indipendente e creativo che mi impegna molto; sempre per lavoro dedico più spesso i miei pensieri agli altri piuttosto che a me stessa e quindi finisce che mi avanza poco tempo per sentire come sto. E certe volte è una benedizione!
Però direi che le pause tra una cosa da fare e l’altra sono caratterizzate da un caos calmo.
Un caos calmo che vivo come momento di trasformazione, che richiede un’azione da parte mia, per far sì che diventi creativo e utile.

Da amante delle liste anche per fare questo ne ho una, che prevede vari step – tante piccole chiavi quotidiane e pratiche – per attraversare questo caos senza paura o ansia.
Magari potrà servire a qualcun altro o magari vi ritroverete già in questi modi di fare, e ci sentiremo tutti parte dello stesso cammino senza averlo programmato.

1. Non mi aspetto niente..di ciò che succedeva prima. Agisco fedele a me stessa e a ciò che sono ora. Quindi agisco diversamente da prima meravigliandomi positivamente.
2. Accetto le cose per come sono, senza stare a rimuginare o a creare scenari migliori nella mia testa. Vivo ciò che è per come è, senza farmi trascinare, ma accettando il cambiamento.
3. Accetto come sto nel momento in cui sono. Se sono giù so che è normale, ma creo la situazione adatta per tirarmene fuori. Spesso ha a che fare con la musica o il suo estremo opposto, il silenzio.
4. Nel dubbio non agisco, ma so che la non-azione è un’azione. Come non scegliere è scegliere. E non rispondere è una risposta chiara e netta. Quando scelgo di non fare o dire qualcosa, mi prendo la responsabilità della mia inazione, anche quando è dettata dall’incertezza.
5. Nei momenti di felicità e serenità mi sento profondamente grata, tanto da emozionarmi.

La lista potrebbe continuare all’infinito dato che infinite sono le situazioni che ognuno di noi si trova a vivere e quindi anche le soluzioni o risposte ad esse. So che tutto sta velocemente cambiando e che certe volte sembra che tutto vada ad una velocità diversa dalla nostra, come se fossimo in dissonanza o fuori tempo con ciò che viviamo.

Io resto convinta che non esiste nessuna normalità a cui tornare, dentro o fuori di noi, che tutto ciò che viviamo è una grande possibilità di fare meglio di prima. Dobbiamo solo scegliere se migliorare, concedendoci il tempo naturale di adattamento scegliendo la nostra direzione, o restare in attesa del “ritorno alla inesistente normalità”.

Melania

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